Who said that jewels are synonymous of superficiality? As a  Madeleine of Proustian memory, Annarita Vitali’s jewels are the essence that lead the way to the most personal memories. Each jewel is a frame of her history, it is one of the memories, dreams or symbols that live in her fantasy universe. Maturity, perseverance and love for the beauty converge in her bijoux representing tributes to Nature. Plant and animal worlds that gravitate in a very suggestive universe. A universe born from a creative impulse that materializes in symbols and get the shape of shells, trees, eagles, horns of plenty, butterflies, lilies, wallflowers – her favourites shape. Annarita Vitali’s creations, handmade with vintage materials taken from a warehouse of an old laboratory she took over, seem to follow the history of jewels in the XX century. Thanks to this approach, this handcrafts combine aesthetic research with femininity and so they communicate a message of harmony and beauty that encourage us to continue to amaze and fall in love with the creativeness and with the transformation of ideas in images and real objects.

Fashion Jewellery by Deanna Farneti Cera

Biography and publications of ornaments by Annarita Vitali on Fashion Jewellery

Fashion Jewellery di  Deanna Farneti Cera

 Annarita Vitali graduated in art history at the University of Bologna in 1974 with a degree in Urban Planning,and began her career as creator and manufacturer of jewellery in 1983 ,focusing on vintage materials rather than current ones

Her favourite subjects are taken from nature: flowers, leaves, branches, bouquets of blossoms and corollas,sea creatures with a gentle and persuasive palette of colours. From the start,she created unique pieces with meaningful themes - natural motifs such as violets ,dragonflies and other insects, and shells and marine life, heraldry, fairy tales, Japan and Africa, the stellar firmament found not only in the fields of fine and fashion jewellery , but also in classic iconography, literature, and poetry. These ‘classic’ subjects are destined to break away from passing trends and will prove themselves to be durable over time because of the symbolic values enclosed in them that everyone can perceive. One of the most recurrent themes is of violets,applied to brooches , necklaces, earrings, bracelets, grouped in thousands of variations ,which in 2001 culminated in a temporary exhibition held at Glauco Lombardi Museum in Parma dedicated to Marie Louise of Austria, Duchess of Parma, an admirer of violets. Also memorable are Annarita Vitali’s fabric cuff bracelets,which are embroidered with small glass tubes, a modern revival of a technique typical in the work of the Wiener Werkstatte

From the very beginning of the career, Annarita Vitali achieved significant success in important shop such as Ornamenta and Rosanna Orlandi in Milan, Bertelli in Forte dei Marmi, Raspini in Florence, Stylist’s Own in Capri and Janine in Paris.

In 1997 she acquired the raw material stock of Furlanetto,a fashion jewellery company located in Bologna. With this large stock of stones and vintage findings, she began the production of a number of small series, in which each piece was handmade and therefore unique as the results of the individual work of one craftsman.

In Juli / August 2004 the’ Flowers, Fruits, Fantasy’ exhibition directed by Domitilla Alessi presented a large selection of Annarita Vitali’s fashion jewellery in the Novecento bookshop in Palermo.

Staying in Sicily – and in particular, Palermo- suggested to Annarita the idea of an homage to Fulco di Verdura and his unforgettable creations from the ‘40s. So she began to produce unique jewellery pieces made from shells, which she embellished whit glass and plastic stones, pearls, roses montées and strands of rhinestone chaine; each item of decoration was carefully applied individually using a technique similar to that of embroidery. The result was a really special series of brooches, earrings, and necklace : a triumph of natural colours that blend with the artificiality of the decorative elements.

From 2001 at 2006 , Annarita Vitali also worked with leading fashion designers, including Etro and Mariella Burani , as well as with major companies including Braccialini in Florence.

In 2008 and 2009 Traditional Home magazine published a lengthy article on her fashion jewellery and sold her pieces through their website.

 

Annarita Vitali’s ornaments are a reflection of the positive and recurring images of a world she inhabits, but also dreams about and idealises. All her values, knowledge, love for beauty, and the innocence mixed with ingenuity of her happy childhood – as opposed to the reality of today, which she sees and considers to be negative, vulgar, and incapable of granting happiness to its inhabitants – converge in these images. The jewellery pieces she creates become comforting objects and bearers of memories belonging to the past.

 Biografia e pubblicazioni di ornamenti di Annarita Vitali su Fashion Jewellery

Testo critico di Deanna Farneti Cera Milano, 27.10.05   

 

DOLCI REMINISCENZE  

 

Guardando i bijoux di Annarita Vitali ci si rende conto che quando un oggetto viene concepito, sviluppato e fatto dalla stessa persona, in alcuni casi fortunati diventa espressione  del ricordo - e quindi del mondo interiore - di chi lo ha prodotto. Questi ornamenti sono lo specchio di immagini in positivo di un mondo sognato, idealizzato e in parte vissuto dalla loro creatrice, in cui convergono i suoi valori, la conoscenza, l’amore per il bello, l’ innocenza mista a ingenuità della sua infanzia felice, contrapposto alla realtà di oggi, vista e considerata negativa, volgare, dimentica della qualità della vita e incapace di realizzare la felicità di chi vi abita.     Nei complementi per la moda di AnnaritaVitali niente è affidato al caso: i materiali impiegati sono d’epoca, perché devono evocare stili e mode del passato nei quali la creatrice si identifica e di cui inconsciamente vorrebbe riappropriarsi, i colori rimandano a immagini viste e introitate nel tempo all’interno del suo sistema psichico, le forme riemergono da un passato vissuto o sognato, al quale Annarita assegna una valenza positiva, i motivi ricorrenti come la viola, la conchiglia, la rana, sono simboli emblematici della sua sensibilità, in contrapposizione con quelli che lei considera i nonvalori del vivere di oggi. 

 

La scelta di sviluppare motivi naturalistici è legata al valore primario  di Annarita Vitali, la natura, che lei riesce a rappresentare nei suoi bijoux come rigogliosa e incontaminata, frutto di un ambiente che solo nel sogno l’uomo ha rispettato. 

 

I componenti in metallo e vetro utilizzati da Annarita Vitali provengono da un’importante  azienda bolognese che ha operato nel campo dell’ornamento per più di cinquant’anni dal primo Novecento al 1960. Essi rimandano, nella loro tipologia e colori, agli stili più in voga del XX secolo. Bianchi strass boemi, sfaccettati e lucenti come i brillanti,  evocano i gioielli delicati, sinuosi e leggeri che hanno contraddistinto gli anni felici  del primo Novecento, e allo stesso tempo i gioielli sfavillanti del Cinquanta, quando la ricostruzione postbellica e il desiderio di pace determinarono una sfrenata voglia di lusso in un largo strato sociale, che voleva dimenticare le brutture della guerra e  riappropriarsi della libertà riconquistata. Vetri con foglie d’oro e d’argento e pietre a lume, irregolari e rotondeggianti, sono testimonianze dei tempi migliori  dell’artigianato veneziano del vetro, quando i fabbricanti esercitavano un’attività  che i francesi, i più grandi  fautori nel mondo  della moda e dell’eleganza, giustamente  definiscono “métier d’art”. I mezzi cristalli sfaccettati, nelle loro infinite nuances di colori, dal rosso al bianco trasparente, fanno pensare ai colliers  de chien che rendevano regali gli abiti di Christian Dior alla fine degli anni Quaranta.    Le resine vetrose e sabbiate, generalmente prodotte in Germania negli anni Cinquanta,  riecheggiano le  immagini dei bijoux americani in bachelite degli anni Trenta, dalle spille con ciliegie e banane alle collane con  pennini,  matite, gomme piuttosto che i charms auguranti la buona sorte o che riproducono visi di uomini di razze diverse, dai cinesi agli africani.   

 

Nelle mani di Annarita Vitali questi materiali  diventano uno strumento ironico di scaramanzia, un’ostentazione di simboli che  riflettono l’attualità di oggi con il preciso scopo di negarla. Le ciliegie rosse e rotonde delle spille  possono essere interpretate come uno slogan contro l’inquinamento che rende la coltivazione biologica dei frutti sempre più problematica. I charms portafortuna applicati a bracciali e collane sono interpretabili come uno scongiuro contro un la stretta economica che rende la scolarizzazione un lusso riservato non a tutti. I pendenti a forma di viso di uomo cinese e  africano lanciano un segno di allerta verso l’immigrazione massiccia nei nostri paesi, sì da fare pensare a chi guarda che fra pochi anni “saremo tutti meticci”. Gli jais austeri di fine Ottocento e  dei primi di Novecento, nati come segno di dolore e lutto,  nei bijoux di Annarita accompagnano le mises di donne eleganti e sofisticate, che preferiscono l’understatement all’ostentazione. 

 

I bracciali con conchiglie, pesci e delfini, colorati nei toni pastello, ambiscono a rievocare un mare pescoso, pulito con  acque chiare, limpide e azzurre come il cielo di un giorno sereno. E il ripetersi nelle spille, bracciali, collane del motivo della viola, resa in tante tonalità di colore, evidenzia la scelta di un’immagine delicata, fragile, caducamente bella come simbolo di umiltà da contrapporre ai  logo aggressivo di oggi, emblema di un mondo assurdo perché privo di amore e di bontà, di bellezza e  logica, di  buonsenso e di compassione. 

 

Anche la fabbricazione dei bijoux  è indicativa di un suo credo preciso: per Annarita  persino gli oggetti effimeri come il bijou devono tendere a creare armonia e bellezza,  essere frutto  di un lavoro manuale di pazienza e di amore, manifestati nello stendere gli smalti in colori di volta in volta diversi, nel realizzare bouquet unici, nel cambiare sempre gli abbinamenti dei materiali, nel cercare di sorprendere per la collocazione atipica di  motivi visti e stravisti nel tempo, che tuttavia nei suoi bijoux assumono valenze diverse e nuove. 

 

Tuttavia, una lettura solo sociologica di questi ornamenti non rende loro giustizia: allo stesso tempo, oltre che espressione di valori morali e intellettuali, sono anche strumenti di seduzione per chi li indossa, motivo di divertimento per chi li guarda, manifestazioni di fantasia per chi li crea, esempi  di grazia e di armonia per chi li valuta.   

 

Dunque, ciascuno dei bijoux di Annarita Vitali è un microcosmo che racconta a chi sa guardare una breve storia riferita alla nostra epoca, colta nelle sue innumerevoli e evidenti contraddizioni.  

GIOIELLI ALLA MODA MOSTRA CURATA DA ALBA CAPPELLIERI PALAZZO REALE 2016-SPILLE INFORMALI REALIZZATE DA ANNARITA VITALI 2004

🇮🇹Annarita Vitali Nasce a Bologna il 17/02/51. Dopo la maturità classica si iscrive al D.A.M.S dove si laurea in Storia dell' Arte nel 1974 facendo una tesi in urbanistica con il Prof. Cervellati, forse l'unico architetto al mondo che genialmente ha anteposto la conservazione del patrimonio urbano e la sua riqualificazione all' espansione disarmonica o peggio se possibile all' abbattimento del paesaggio urbano.
"La conservazione e I' evocazione del passato, la storia di cio' che è stato, soprattutto nelle piccole tracce della vita umana, esercitano sempre su di lei una profonda attrazione". Dopo una collaborazione con la galleria d'Arte Moderna in occasione della sua apertura dove collaborò a biografie di pittori come Pizzirani, Fiori, e alla mostra di Saetti e una precedente collaborazione con l'Ente Manifestazioni Artistiche inizia una attività fortuita nel campo dei bijoux che ben presto diviene una vera e propria piccola Azienda con dipendenti interni ed esterni.

ESPOSIZIONE GIOIELLI DI GUSTO A PALAZZO MORANDO IN OCCASIONE DI EXPO 2015 MILANO A CURA DI MARA CAPPELLETTI

 

🇫🇷A Bologne, il ya des gens qui ont à la conservation de l'ADN, et la récupération;

Annarita Vitali, qui est titulaire d'un diplôme en urbanisme avec Arch. Tpour Cervellati a toujours été active dans la récupération des centres historiques,

poursuivi, en travaillant sur leur propre, après une collaboration avec les événements d'art publiques et Galerie d'Art Moderne, une reprise, une fois un bijou et sa création.

Tout découle de l'achat de "

 ancien entrepôt "Furlanetto."

Fondée en 1925, enregistré avec tous les documents originaux et relancé avec les créations artistiques de Annarita Vitali en 1998.

L'entreprise, fondée en 1925 par Romeo Furlanetto, la production d'accessoires de mode, qui sont vendus à l'échelle internationale, et collaboré avec les plus grands designers, dont Valentino, Chanel et Balenciaga, où il était le distributeur pour l'Italie ... pour n'en nommer que quelques-uns.

A la mort prématurée de Romeo Furlanetto, a repris sa femme Mary, une Calestani Casalmaggiore.

Ici a été créé, la production la plus ancienne et la plus importante de bijoux, appelé «or des fous», car tous précieux, de la seconde moitié de 800.

C'est là qu'il a été en fait inventé la feuille d'or plaqué précisément plaqué en or, qui a été un énorme succès partout dans le monde.

Les industries qui produisent des accessoires, mais pas seulement, vous consorziarono, poursuite de l'activité jusqu'à ce que les années 70.

Tout serait perdu si elle n'avait pas été inventé en 1998, le musée de bijoux, avec plus de trente mille pièces qui raconte l'histoire de la 'évolution de bijoux, qui suit très rapidement

l 'évolution de la période et les tendances historiques.

Juste en 1998, la fermeture de Furlanetto Bologne, Annarita Vitali, après deux ans de matériaux catalogage, a commencé à produire des pièces uniques avec des matériaux d'époque, précisément celles achetées par la société mentionnée ci-dessus.

Né en objets thématiques uniques d'une maison, tous rigoureusement fabriqués avec des matériaux d'époque.

Il est le thème des bijoux, leurs matériaux et leurs thèmes récurrents, historiques émergent, cependant, non seulement dans le monde de la bijouterie, mais sont présents dans de nombreux types d'art, l'architecture, l'iconographie, la poésie, la littérature, etc.

 

 

Analyse anthropologique intéressant et sociale révèle que les raisons de ces tendances ... comme les coquillages, le premier ornement de l'homme, qui de manière cyclique, mais vous pourriez dire émergent des variations saisonnières, héraldique, les thèmes naturels, etc.🇨🇦

TRADITIONAL HOME  ( Ornamenti di Annarita Vitali)

 

 

🇪🇸En Bolonia, hay personas que tienen en su ADN el almacenamiento y la recuperación;

Annarita Vitali, quien es Licenciado en Planificación Urbana con Arco. Tto Cervellati siempre ha sido activo en la recuperación de los centros históricos,

perseguido, trabajando por su cuenta, después de una colaboración con los eventos de arte público y Galería de Arte Moderno, una recuperación, una vez que una joya y su creación.

Todo se debe a la compra de "

 antiguo almacén "Furlanetto."

Fundada en 1925, grabado con todo el material original y revivido con las creaciones artísticas de Annarita Vitali en 1998.

La compañía, fundada en 1925 por Romeo Furlanetto, la producción de accesorios de moda, que se venden a nivel internacional, y ha colaborado con los principales diseñadores, entre ellos Valentino, Chanel y Balenciaga, donde fue el distribuidor para Italia ... sólo para nombrar unos pocos.

A la temprana muerte de Romeo Furlanetto, se hizo cargo de su esposa María, una Calestani Casalmaggiore.

Aquí se estableció, la producción más antigua y más importante de la joyería, llamado "oro de los tontos", ya que no todos preciosos, desde la segunda mitad del 800.

Fue aquí que él estaba de hecho inventó el papel de aluminio chapado en oro, precisamente, chapado en oro, que fue un gran éxito en todo el mundo.

Las industrias que producen accesorios, pero no sólo eso, usted consorziarono, continuando la actividad hasta los años 70.

Todo estaría perdido si no hubiera sido inventado en 1998, el museo de joyería, con más de treinta mil piezas que cuenta la historia de la "evolución de la joyería, que sigue muy rápidamente

l 'evolución del período histórico y las tendencias.

Sólo en 1998, el cierre de Furlanetto Bolonia, Annarita Vitali, tras dos años de catalogación de materiales, comenzó a producir piezas únicas con materiales de época, precisamente, los adquiridos por la empresa mencionada anteriormente.

Nacido en artefactos temáticos únicos al primi'900 casa, todo rigurosamente hechos con materiales de época.

Es tema de la joyería, ya que sus materiales y sus históricos temas recurrentes surgen, sin embargo, no sólo en el mundo de la joyería, pero están presentes en muchos tipos de arte, la arquitectura, la iconografía, la poesía, la literatura, etc.

 

Interesante análisis antropológico y social pone de manifiesto que las razones de las tendencias ... como conchas, primer ornamento del hombre, que en función del ciclo, pero se notaba emergen estacionalmente, heráldica, los temas naturales, etc.🇦🇷

A Bologna ci sono persone che hanno nel proprio dna la conservazione, ed il recupero;

Annarita Vitali, laureata in Urbanistica con l’Arch.tto Cervellati, da sempre attivo per il recupero dei centri storici,

ha  perseguito , lavorando in proprio, dopo una collaborazione con l’Ente Manifestazioni artistiche e la Galleria d’arte moderna, un’attività di recupero, volta al gioiello ed alla sua creazione.

Tutto nasce dall’acquisto dell’

 antico magazzino "Furlanetto".

Fondato nel 1925, rilevato con tutti gli antichi materiali, e fatto rivivere con le creazioni artistiche di Annarita Vitali nel 1998.

L’azienda , fondata da Romeo Furlanetto nel 1925, produceva accessori moda, venduti a livello internazionale, e collaborava con importanti stilisti, tra cui Valentino, Chanel e Balenciaga di cui era il distributore per l’Italia... solo per citarne alcuni.

Alla morte precoce di Romeo Furlanetto, subentrò la moglie Maria, una Calestani di Casalmaggiore.

Qui aveva sede, la più antica ed importante produzione di gioielli, denominati ‘oro matto’, in quanto non del tutto preziosi, a partire dalla seconda metà dell’800.

Fu infatti qui che fu inventato il placcato oro, una lamina per l'appunto placcata in oro, che ebbe enorme successo in tutto il mondo.

Le industrie che producevano accessori, ma non solo, si consorziarono, proseguendo l’attività fino agli anni ’70.

Sarebbe andato tutto perduto se nel 1998 non fosse stato ideato il museo del bijoux, che racconta con oltre trentamila pezzi la storia dell’ evolversi del bijoux, che segue in maniera molto veloce 

l’ evolversi del periodo storico e le relative tendenze.

Proprio nel 1998 , alla chiusura dell’azienda Furlanetto di Bologna, Annarita Vitali, dopo due anni di catalogazione dei materiali,ha iniziato a produrre pezzi unici con materiali d’epoca, appunto quelli acquistati dalla ditta summenzionata.

In una villetta primi’900 nascono pezzi unici tematici manufatti , tutti rigorosamente realizzati con materiali d’epoca.

Si tratta di gioielli tematici, in quanto proprio dai materiali e dalla loro storicizzazione, emergono tematiche ricorrenti, peraltro non solo nel mondo del gioiello ma presenti in molte tipologie artistiche, architettura, iconografia, poesia,letteratura ecc.

 

Interessante l’analisi antropologica e sociale che ci rivela le ragioni delle tendenze...ad esempio le conchiglie,primo ornamento dell’uomo,che ciclicamente,ma si potrebbe dire stagionalmente emergono,l’araldica,i temi  naturalistici,ecc.🇮🇹

STORIA DELLA BIGIOTTERIA ITALIANA (a cura di Bianca Cappello)

Giornale di Sicilia parla di Annarita Vitali a proposito della mostra alla Galleria Libreria Novecento di Palermo a cura di Domitilla Alessi 2004-2006